sabato 8 gennaio 2011

Il terzo principio della dinamica

Il terzo principio della dinamica recita “ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria” è una legge fisica ampliamente dimostrabile, eppure se la scardiniamo nel significato delle parole, ci rendiamo conto che non è sempre come dice Newton. Procediamo con ordine e dimostriamo l’applicabilità della legge nella vita quotidiana. Immaginiamoci un ambito di azione, il lavoro, o l’amore, la salute la lasciamo stare. Da illusi di prim’ordine, siamo abituati a pensare che se lavoro sodo, mi impegno, il mio datore di lavoro mi tratta bene e mi paga quanto merito; se sono innamorato del mio partner, sono sempre presente, l’ascolto quando ha bisogno di me, sono la persona più felice del mondo e la mia vita scorre serena. Ad ogni azione positiva corrisponde una reazione positiva uguale (se l’azione è negativa, idem la reazione) e contraria (reciproca). Ma se noi analizziamo la nostra vita reale vediamo che le cose non sono sempre così. La famosa legge del contrappasso potrebbe fare da corollario al nostro principio della dinamica, perché, sebbene per analogia si verifica ciò che abbiamo detto sopra, è vero anche che per contrario, le azioni non sono sempre “uguali e contrarie”. Non è vero che se mi faccio un c…uore gigante a lavoro, il mio boss mi tratta meglio, o mi paga quanto merito; e il più delle volte, seppure diamo ai nostri sentimenti le dovute attenzioni, queste migrano ugualmente verso altre sponde. Come a dire: ad ogni azione corrisponde una reazione uguale (di uguale intensità) e contraria (avversa a te). C. v. d.


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