giovedì 21 luglio 2011

“Liev man dicev’ Zi Gnese”

“Liev man dicev’ Zi Gnese” è per me e per la mia famiglia un’istituzione, una perla di saggezza, un rimedio naturale della nonna (o in questo caso della zia) che acquieta immediatamente gli animi, rilassa la mente e ti predispone ad affrontare l’inevitabile. Tutto in una battuta, e solo se recitata a dovere, con l’accentazione giusta come di chi ti schernisce perché tanto non la spunti e non raggiungi lo scopo. Il famoso detto viene attribuito a una zia di 3° o 4° grado, la quale era solita recitare le parole benedette come consiglio e monito al capitato di turno  che non riusciva a persuadere con i suoi ragionamenti l’interlocutore.
Immaginatevi la scena: due persone discutono in modo animato; l’una cerca in tutti i modi di convincere l’altro ma non ci riesce, e all’improvviso si sente, fende l’aria, un sogghigno a mezza bocca “Liev man dicev’ Zi Gnese”, e tutto, come per magia, tace e muta! Un’ energia disarmante, una catartica emozione che rilassa, un insegnamento epicureo di atarassia, un’improvvisa imperturbabilità di fronte alle emozioni, e gli animi incandescenti, toccati dall’incantesimo, per un attimo si acquietano, e ritrovano la giusta collocazione.
Questa morale è applicabile a tutte le sfere della vita umana, una lezione quasi religiosa, sulla falsariga di “Dio dammi la forza di accettare ciò che non posso cambiare!”
La leggenda racconta che questa fantomatica parente, ovviamente zita, sia vissuta per un certo periodo in Inghilterra, negli anni in cui i Beatles cantavano “Let it be”, una traduzione sommaria del suo “Liev Man”.

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